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VISIT TO ADELAIDE OF THE DIRECTOR OF RAI INTERNATIONAL PIERO BADALONI

Date:

07/09/2007


VISIT TO ADELAIDE OF THE DIRECTOR OF RAI INTERNATIONAL PIERO BADALONI
The Director of Rai International, Piero Badaloni, was in Adelaide on 17 and 18 July, accompanied by the Marketing Director, Giovanni Celsi, and by Claudio Paroli of TVi Productions (NSW).

Rai International is the satellite channel for Italians abroad, an important bridge between the migrants and their home culture. Thanks to Rai, Italians in Australia can experience Italian shows, films and sporting events in real time, thus feeling much closer to today’s Italy.

The goal of this visit – that encompassed various Australian cities, was to to meet the Italian Community and collect ideas and suggestions to improve the service.

The Consul of Italy, Tommaso Coniglio, and the President of Com.It.Es., Vincenzo Papandrea, have organized a meeting of Mr Badaloni with the Italian Community that took place Tuesday 17 July at the Altavilla Club. 

This is the document (in italian) presented by Cav. Vincenzo Papandrea, president of Comites of Adelaide, to the meeting organized on the 17 July 2007 with the Director of Rai International, Dott. Piero Badaloni.


Le valutazioni del Com.It.Es sono anche il frutto di una ricerca radiofonica e telefonica all’interno della comunità italiana del Sud Australia.

Prima di entrare nel merito dell’analisi e dei suggerimenti sento il dovere di dire pubblicamente che da quando il Dott. Badaloni è alla direzione di Rai International, molte cose sono cambiate e in positivo. Prima di tutto il rapporto con la comunità italiana all’estero e con gli utenti. Come Comites abbiamo avuto, per la prima volta, delle risposte scritte e telefoniche alle nostre richieste, tra le quali il ripristino della Domenica Sportiva. Si è stabilito, finalmente, un rapporto concreto che darà sicuramente i suoi frutti. La Sua presenza, qui questa sera, onora sicuramente il suo impegno con la comunità. Di questo La ringrazio a nome del Comites e della comunità italiana del Sud Australia.

Voglio adesso esporLe alcune questioni e porgerLe qualche suggerimento.

La ricezione ad Adelaide è via cavo e via satellite con un distributore unico che è Foxtel..
Non è possibile fare una stima degli utenti. Avremmo voluto avere dati certi per avere un quadro più completo, ma i dati di Foxtel non sono pubblici.

Vorremmo segnalare per primo la necessità di trovare una soluzione che superi l’attuale obbligo dell’abbonamento a Foxtel, poiché per poter accedere a Rai International bisogna comprare un pacchetto di canali, non sempre utili e di gradimento alla comunità, i cui costi sono proibitivi per molti ($65-$70 al mese).
Nei centri rurali visitati dal Comites, tra cui Mt. Gambier e Port Pirie, non c’è una grande diffusione, molto probabilmente perché in queste aree, molto distanti da Adelaide, le informazioni stentano ad arrivare, comprese quelle della Rai e le poche persone che ne sono a conoscenza hanno sollevato il problema del costo.

La messa in onda negli orari appropriati dei vari programmi è stato, da sempre, il problema principale. A questo proposito bisogna però dire che negli ultimi mesi molti programmi, come quelli di approfondimento, sono stati collocati nella fascia di prima e seconda serata.. Cambiamenti che abbiamo accolto con grande favore.

Gli orari delle trasmissioni annunciati non sempre vengono rispettati e per questo tutti coloro che intendono registrare i programmi rischiano di non registrare la trasmissione voluta.
La tipologia dei programmi è molto varia, ma anche molto casuale. La loro qualità passa facilmente da un estremo all’alto, dall’altissima qualità al pessimo gusto. Ma forse questo rappresenta la Rai nel suo insieme. I film proposti sono spesso vecchi e non rappresentano il grande cinema italiano. Suggeriamo che vengano proposti film più recenti che siano rappresentativi dell’Italia di oggi. Nello stesso tempo proponiamo l’idea per un programma: “La storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi” attraverso il cinema italiano. Molti, questa storia non l’hanno vissuta e quindi potranno apprenderla in un modo interessante, divertente e diverso.

Suggeriamo inoltre di riproporre i grandi sceneggiati della Rai, come “Antonio Ligabue”, “Antonio Gramsci”, “Cristo si è fermato a Eboli”, “Fontamara”.
“La giostra dei goal” rimane il fiore all’occhiello di Rai International ed è l’unica trasmissione vera di collegamento con gli Italiani all’estero, assieme a “Sportello Italia”. Questo è un esempio da riproporre in altri settori come quello della cultura. Il pubblico si sente coinvolto con il collegamento via e-mail, via telefono, in diretta televisiva e con la partecipazione diretta nello studio. A questa va aggiunta “Italia World” di recente creazione, ideata e diretta egregiamente dal direttore Badaloni.

Bisogna individuare gli orari di maggior visione delle varie fasce d’età e di conseguenza mandare in onda dei programmi concepiti per ogni fascia d’età. Per la fascia della comunità anziana i programmi devono essere meno frenetici, divertenti, semplici e intelligenti e nello stesso tempo improntati su diversi temi di loro interesse, che vanno oltre la pensione e la cittadinanza. Programmi che possano essere d’aiuto a vivere meglio la giornata, risparmiando loro programmi violenti, nostalgici e patetici. Questa fascia ha bisogno di un contatto più amichevole con la Madre Patria per ricucire quella distanza, che non è solo fisica, formatasi negli anni in cui lo Stato è stato assente per lunghi decenni. L’unificazione d’Italia è avvenuta in maniera significativa con l’avvento della televisione e oggi abbiamo la possibilità, proprio attraverso Rai International, di unificare l’Italia con gli Italiani all’estero.

Per quanto riguarda la fascia dei più giovani bisogna legare strettamente l’inglese alle trasmissioni. L’obiettivo dovrà essere quello di attrarre i più giovani con programmi che possano introdurre loro la cultura italiana, partendo dalle loro esigenze e conoscenze.

Per i giovani, sempre utilizzando in parte l’inglese, una serie di programmi sull’Italia di oggi, quella del lavoro, della scuola, dello sport e della moda. Programmi attraverso i quali intravedere le strutture, gli sbocchi, i collegamenti con il loro mondo e con le loro aspirazioni. Rendere la loro visione utile alla loro vita e al loro futuro.

Per quanto riguarda l’insegnamento della lingua, l’attuale trasmissione “Qui si parla italiano”, con tutta l’ammirazione per Arnoldo Foà, risulta essere più un programma di lingua rivolto agli immigrati in Italia che agli Italiani all’estero. Infatti, la partecipazione degli extracomunitari servirebbe molto agli Italiani per conoscerli meglio e sarebbe anche un piccolo passo verso l’integrazione.
Forse bisognerebbe chiedere la collaborazione della Società Dante Alighieri e studiare un progetto sulla lingua che sia insegnamento e spettacolo allo stesso tempo. Molto bella la trasmissione condotta da Neri Marcorè.

Per quanto riguarda l’informazione di ritorno non so se Rai International potrebbe assumere questo ruolo, almeno per quel che riguarda la produzione dei programmi, visto che abbiamo registi, produttori, presentatori, e altri professionisti in grado di produrre prodotti di alta qualità e di grande interesse in diversi settori. La distribuzione invece dovrebbe interessare la Rai nazionale e quella regionale; quest’ultima ha sicuramente interessi e contatti più diretti con gli Italiani nel mondo. Non si può certo proporre la quotidianeità della vita degli Italiani all’estero, al contrario bisogna studiare programmi di attualità con la partecipazione degli Italiani all’estero al dibattito e alla discussione: partecipare attraverso la Rai alla vita quotidiana degli Italiani che vivono in Italia, come cittadini alla pari. Il mondo dell’emigrazione è ricco di grandi talenti, quali liberi professionisti, imprenditori, artisti, poeti e scrittori in grado di ricucire attraverso la Rai due mondi rimasti troppo a lungo distanti, ma se il mondo degli Italiani all’estero continuerà ad essere dato in pasto solo a sé stesso, per i residenti in Italia, quello degli Italiani all’estero, continuerà ad essere un mondo sconosciuto e incomprensibile.


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